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IL LINGUAGGIO SEGRETO DELLE CAREZZE – Il nuovo romanzo di Thrity Umrigar

Quando scorge le carezze e le attenzioni che la madre di sua moglie elargisce alle proprie figlie, Remy avverte dolorosamente con quale privazione sia stato cresciuto. Di Shirin, sua madre, non ricorda molti gesti di affetto, ma piuttosto porte chiuse, scenate, liti; solo la presenza di suo padre, premuroso e vivace, il suo eroe, gli pare abbia reso la sua infanzia sopportabile. In fondo è questa la ragione per cui ha lasciato l’India per l’America, mettendo quanta più distanza possibile dalle proprie radici.
Anni dopo, di ritorno a Bombay per adottare un bambino, Remy ritrova Shirin in ospedale: ha smesso di parlare da tempo e sembra aver rinunciato a vivere. Oppresso dal senso di colpa per non aver capito la situazione e averla trascurata dopo la morte del padre, nonostante non sia semplice mettere da parte il passato, si dedica ad accudirla. Finché un giorno, nel suo appartamento, si imbatte in una vecchia foto destinata a scoperchiare sconvolgenti segreti e, proprio mentre sta cercando lui stesso di diventare genitore, a mettere in discussione tutto quello che credeva di sapere: su sua madre, sulla sua famiglia, su di sé, su tutto il suo mondo…

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Aneddoti personali

Memore de “Il canto dei cuori ribelli”, appena ho scorto “Il linguaggio segreto delle carezze”, nuovo romanzo di Thrity Umrigar, esposto in vetrina non ho resistito…

Un’opera che mi ha emozionato, fatto arrabbiare, sorridere e piangere. Una storia che resterà per sempre con me.

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Recensione

Punti di forza de “Il linguaggio segreto delle carezze”: ogni cosa, si può dire? Credo che sia un capolavoro della letteratura moderna, un vortice di emozioni. Thrity Umrigar scava nell’intimo dell’anima, sapendo andare anche oltre. Un racconto straordinario dell’amore e del dolore, due facce della stessa medaglia.

Punti deboli de “Il linguaggio segreto delle carezze”: non saprei…

Conclusioni

Una storia che ti rimarrà addosso anche quando chiuderai il libro!

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    Citazioni

    – Mamma, all’ospedale, i primi giorni, ti sei accorta che ero lì?. Shirin lo guardò negli occhi. – Il cuore smette mai di sentire il proprio battito?

    Note

    Informazioni

    5,0 / 5
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    Pubblicato da Silvia Schenatti

    Silvia Schenatti (Lecco, 1992) è cresciuta tra il lecchese e la Valmalenco. Consegue il diploma al Liceo socio-psico-pedagogico di Monticello Brianza e si laurea, con lode, in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, discutendo una tesi in diritto penale. Terminati il tirocinio e la pratica forense, nel 2021 ottiene il titolo di Avvocato. Da sempre amante della scrittura, “L’inferno dentro i suoi occhi” è la sua opera prima.

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