



Anni dopo, di ritorno a Bombay per adottare un bambino, Remy ritrova Shirin in ospedale: ha smesso di parlare da tempo e sembra aver rinunciato a vivere. Oppresso dal senso di colpa per non aver capito la situazione e averla trascurata dopo la morte del padre, nonostante non sia semplice mettere da parte il passato, si dedica ad accudirla. Finché un giorno, nel suo appartamento, si imbatte in una vecchia foto destinata a scoperchiare sconvolgenti segreti e, proprio mentre sta cercando lui stesso di diventare genitore, a mettere in discussione tutto quello che credeva di sapere: su sua madre, sulla sua famiglia, su di sé, su tutto il suo mondo…
Aneddoti personali
Memore de “Il canto dei cuori ribelli”, appena ho scorto “Il linguaggio segreto delle carezze”, nuovo romanzo di Thrity Umrigar, esposto in vetrina non ho resistito…
Un’opera che mi ha emozionato, fatto arrabbiare, sorridere e piangere. Una storia che resterà per sempre con me.
Recensione
Punti di forza de “Il linguaggio segreto delle carezze”: ogni cosa, si può dire? Credo che sia un capolavoro della letteratura moderna, un vortice di emozioni. Thrity Umrigar scava nell’intimo dell’anima, sapendo andare anche oltre. Un racconto straordinario dell’amore e del dolore, due facce della stessa medaglia.
Punti deboli de “Il linguaggio segreto delle carezze”: non saprei…
Conclusioni
Una storia che ti rimarrà addosso anche quando chiuderai il libro!
Citazioni
– Mamma, all’ospedale, i primi giorni, ti sei accorta che ero lì?. Shirin lo guardò negli occhi. – Il cuore smette mai di sentire il proprio battito?
