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LO SAPEVI CHE… TUTTO PER UNA MELA!

Immagine creata con AI

Ancor prima di Adamo ed Eva, e della loro vita nell’Eden, la mela possedeva un forte significato simbolico già nella mitologia greca. La Mela della Discordia fu all’origine di quale guerra?

Risposta corretta: Guerra di Troia (soluzione D)

“Alla più bella”

Quale frutto è più famoso della mela? Corsi e ricorsi storici la mettono al centro di religioni e leggende. Pensiamo alla mela di Adamo ed Eva; a quella di Newton; e ancora a quella di Guglielmo Tell.

Tuttavia, già nell’antichità, questo dolce frutto è stato protagonista di numerosi miti, arrivando addirittura a scatenare una guerra.

Il monte Pelio era ornato a festa per celebrare le nozze tra Peleo e Teti, futuri genitori dell’eroe greco Achille. Tutti gli dei stavano partecipando al banchetto, tranne una: Eris, la dea della discordia. Lei non figurava fra gli invitati.

Amareggiata e offesa, decise di mettere alla prova i conviviali. Al centro della tavola, la dea lanciò una mela d’oro, recante la scritta Kallistei, “Alla più bella”. Immediatamente, Atena, Era e Afrodite rivendicarono il frutto.

I doni

A giudice fu eletto Paride. Ermes, quindi, condusse le tre dee sul monte Ida. Queste, per vincere la sfida e accaparrarsi la mela, offrirono doni al principe troiano, cercando di corromperlo. Era, moglie di Zeus, gli offrì il dominio assoluto sull’Europa; Atena la sapienza e la forza di vincere ogni battaglia; Afrodite l’amore della donna più bella di tutta la Grecia, Elena.

Paride scelse ovviamente il dono offerto da Afrodite. Catturò Elena, sposa dello spartano Menelao, e la portò con sé a Troia. Le due dee, sconfitte, per ripicca si schierarono a fianco degli Achei per tutta la durata del conflitto. Il resto è storia, anzi leggenda.

Il simbolo

Nel mondo greco, la mela assumeva vari significati. Anzitutto simboleggiava attrazione e desiderio, incoraggiando l’amor terreno, proprio come nel mito di Paride.

Non solo. Il suo colore dorato richiamava la sfera divina e, quindi, l’immortalità. Tuttavia, come ci insegna Eris, questo frutto può altresì incarnare l’illusione capace di scatenare devastanti vanità. Oggi diremmo “non è tutto oro quel che luccica”!

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Pubblicato da Silvia Schenatti

Silvia Schenatti (Lecco, 1992) è cresciuta tra il lecchese e la Valmalenco. Consegue il diploma al Liceo socio-psico-pedagogico di Monticello Brianza e si laurea, con lode, in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, discutendo una tesi in diritto penale. Terminati il tirocinio e la pratica forense, nel 2021 ottiene il titolo di Avvocato. Da sempre amante della scrittura, “L’inferno dentro i suoi occhi” è la sua opera prima.

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