Udito (Ca’ Soldato, Parco del Curone)

Mi accovaccio silenziosa dietro un tronco nodoso; il frusciare delle sporadiche foglie che punteggiano i gracili rami attira il mio sguardo. Lo squittio di uno scoiattolo precede il sordo tonfo di una ghianda schiantata al suolo; il colpo attutito dal tappeto rosso e oro.
In lontananza, il confortevole gracidare di rana viene calpestato da uno stridente sghignazzare. Mi si accappona la pelle; nelle orecchie, il tamburo spaventato del mio cuore. Mi metto all’ascolto, ignorando il sottofondo del bosco.
Folate di vento trasportano ottenebranti risate; acute bordate di femmina. Le strie, regine del parco, stanno cantando i loro rituali; un po’ serie, un po’ ebbre. Poesie urlate a squarciagola, forse in latino, forse in dialetto.
Il bosco si ferma. Gli uccelli interrompono il loro sbattacchiare di ali, i pesci non pizzicano più la superficie del torrente, le chiocciole si ritirano silenti nelle loro case. Solo la luna resta in ascolto, contemplando i sacrifici a lei dedicati.
Il fuoco, d’un tratto, smette di crepitare; le strie tacciono. Il bosco si anima di placide voci. È l’alba.
Come raggiungere Ca’ Soldato?
Ca’ Soldato, nl cuore del Parco del Curone, è raggiungibile attraverso un facilissimo sentiero da Cascina Bagaggera (La Valletta Brianza – Lecco). Il sentiero richiede circa 10-15 minuti di cammino. Da Cà Soldato iniziano altri percorsi.
Quanto tempo rimanere?
L’ideale per un pic-nic all’aria aperta, nei prati ben curati o tavoloni condivisi.
Si può pernottare?
No, non ci sono camere e punti di ristoro: l’occorrente va portato da casa.
Da non perdere:
Oltre al bellissimo paesaggio collinare e a enormi prati, è possibile visitare il museo ecologico sito in Ca’ Soldato, dedicato alla flora e alla fauna del Parco.
Accessibilità:
Il sentiero, anche se a tratti in salita, è molto facile da percorre: è largo e il fondo è battuto o bitumato. Ci si arriva anche in macchina, con un permesso.
Esperienze da vivere:
Ovviamente la natura ricca e selvaggia.
Curiosità:
Voi pensavate che il racconto delle strie me lo fossi inventata? Assolutamente no! Nel folklore brianzolo la leggenda vuole che il Parco del Curone sia popolato dalle strie, streghe simpatiche e dispettoso. A loro è dedicato “L’albero delle Streghe”, un noce immenso e aggrovigliato.

