Vento dell’anima

Udito (Lignano Sabbiadoro)

Non mi lascia andare, mi trattiene. Mi sento imprigionata.

Il suo ininterrotto sibilo tortura le mie orecchie, vorrebbero un po’ di pace. Ma lui non molla, continua a soffiare. E a soffiare…

Con i suoi spifferi fa vibrare ogni cosa, ogni materia, regalandole vita.

Il ritmato sbattere degli ombrelloni agitati al suo passaggio ha la cadenza monotona e insistente dei fastidi quotidiani. Mi pervade l’anima. A poco a poco, si confonde con il silenzio.

Allora mi metto all’ascolto, alla ricerca delle più soavi note. Le intercetto.

La sua carezza solletica ali di uccelli e aquiloni, i quali sprigionano la loro energia in un giocoso fruscio. Mi allieta l’anima. Sorrido, idealizzando quel potpourri di simpatici suoni in pure melodie di positività e allegria. Controvoglia le lascio andare. Scorrono via, sovrastate dall’immenso.

E allora, di nuovo, tendo le orecchie.

Ancora lui, riconosco il suo suono in lontananza. Sta correndo all’impazzata verso di me.

Prima di raggiungermi, pizzica la cresta del mare, increspandola in infinte onde. Il loro sciabordio lo sento spegnersi sulla riva. Si infrangono, dissipandosi in una vibrazione tanto grave quanto lugubre. Mi graffia l’anima. Non sorrido più e mi arrendo ai miei traumi, incarnatisi in cavalloni marini apparentemente innocui e lontani, ma che scavano dentro, portandosi via piccoli lembi di terra. Porto sicuro.

Di tanto in tanto si placa, quasi per riprendere fiato. Solletica la sabbia che sta riposando in piccole dune. Solleva manciate di granelli che fa vorticare in cielo. La loro danza a formare una delicata e lieve sinfonia, come uno struscio quasi impercettibile. Mi placa l’anima. In un attimo mi abbandono al puro e perfetto suono dei sentimenti. Forse serpeggiante, ma di sicuro irriducibile.

Mi faccio da parte, gli lascio la scena.

Il vento. Flusso di pensieri.

Non lo lascio andare, lo trattengo. Si sente imprigionato, il vento.

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Pubblicato da Silvia Schenatti

Silvia Schenatti (Lecco, 1992) è cresciuta tra il lecchese e la Valmalenco. Consegue il diploma al Liceo socio-psico-pedagogico di Monticello Brianza e si laurea, con lode, in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, discutendo una tesi in diritto penale. Terminati il tirocinio e la pratica forense, nel 2021 ottiene il titolo di Avvocato. Da sempre amante della scrittura, “L’inferno dentro i suoi occhi” è la sua opera prima.

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