L’ESPERTO IN MARKETING RISPONDE

Per la rubrica “Parola all’esperto“, il dott. Cristian Sem c’introdurrà al mondo del marketing, chiarendoci alcuni aspetti di questa materia ancora così misteriosa.

1) Cosa ti ha spinto a intraprendere gli studi in marketing?

Ci sono finito per caso. Quando mi sono iscritto all’università, ho scelto per esclusione gli studi in comunicazione. Ho quindi appreso che la comunicazione è una delle tante leve del marketing e, acquisita questa consapevolezza, ho scelto di addentrarmi nella profondità del settore.

2) Hai avuto difficoltà ad approcciarti al linguaggio tecnico del mondo del marketing?

All’inizio. Il linguaggio tecnico del marketing è ricco di terminologie in lingua inglese, e spesso la mera traduzione non ne spiega il significato. Con lo studio e l’esperienza ho gradualmente acquisito confidenza, anche se in questo settore non si smette mai di apprendere: incrocio infatti nuove terminologie tutti i giorni.

3) Qual è la “missione” del marketing?

L’obiettivo del marketing è “soddisfare i bisogni dei consumatori in maniera più efficace ed efficiente della concorrenza”: questa è la definizione della mia docente di marketing, che non smetto di ringraziare per avermi trasmesso la passione per la materia. In parole semplici, il marketing serve quindi a risolvere problemi e a migliorare la vita delle persone.

4) Veniamo all’importanza delle parole nella tua professione. Anzitutto, la parola “marketing” è un termine inglese: come si può tradurre in italiano? In sostanza, di che cosa ti occupi?

Non esiste una vera e propria traduzione. “Fare marketing” significa sviluppare strategie volte a promuovere e posizionare prodotti o servizi sul mercato. In sostanza, il mio ruolo è quello di creare valore per l’azienda cercando nuovi modi di rispondere ai bisogni dei consumatori migliorando i prodotti e servizi attualmente esistenti o ideandone di nuovi.

5) Quant’è importante, a livello comunicativo, la scelta di un preciso termine?

Importantissimo, ma occorre ricordare che non sono solo le parole a fare la differenza.

6) Quali sono le principali conseguenze economico-sociali che si mirano ad ottenere attraverso una strategia di marketing?

Come accennato, attraverso una strategia di marketing si vuole rendere la vita delle persone migliore. I bisogni dei consumatori sono alle volte palesi, quindi per le aziende è facile individuarli e studiare soluzioni per soddisfarli. Molto più spesso le necessità sono latenti, quindi gli individui stessi in realtà ignorano di avere un determinato bisogno. Faccio un esempio: quando è stato lanciato l’iPhone, nessuno sapeva di averne effettivamente bisogno.

Riagganciandomi quindi alle precedenti domande, le conseguenze economico-sociali sono riassumibili in un generale miglioramento della qualità della vita e ad una maggiore efficienza nello svolgere le attività quotidiane.

7) Come incide una buona attività di marketing sui comportamenti (consapevoli o inconsapevoli) del singolo consumatore?

L’attività di marketing è ben svolta se esiste un effettivo miglioramento della vita delle persone nella quotidianità. Incide quindi sulla qualità della vita, piuttosto che sui comportamenti (consapevoli o inconsapevoli).

8) Prendiamo a riferimento le pubblicità televisive. Al fine di “arrivare” al consumatore, oltre le parole, quanto contano gli altri elementi comunicativi, quali le immagini, i suoni, ecc.?

Ogni elemento è importante in una pubblicità, ma niente è indispensabile. Senz’altro, sul medium tv riconosco un’elevata importanza all’elemento visivo/estetico, ma tutto dipende da ciò che si vuole comunicare e a chi si vuole comunicare.

9) Ad oggi, secondo la tua esperienza, qual è il mezzo di comunicazione più efficace e impattante sui fruitori? Quanto è importante, quindi, per un’azienda dotarsi di una buona strategia di marketing?

Non esiste un mezzo di comunicazione più efficace degli altri. Tutto dipende dall’obiettivo e dalla sensibilità del target al supporto sul quale si vuole lanciare la campagna di advertising.

Dotarsi di una strategia di marketing non è indispensabile, ma imprescindibile se si vuole fare la differenza e creare vero valore per i consumatori e per l’azienda.

10) Quali sono le maggiori difficoltà comunicative che riscontri nel tuo lavoro?

Può sembrare strano, ma non mi occupo direttamente di comunicazione al lavoro. Per fare chiarezza, la comunicazione può essere considerata una leva del marketing, quindi qualcosa di cui il marketing si serve per riuscire ad arrivare alle persone.7

Una difficoltà – o meglio, le sfide – che affronto tutti i giorni sono il trovare soluzioni che permettano ai prodotti digitali della mia azienda di distinguersi ed essere effettivamente utili alle persone.

11) In uno spot social o televisivo, che ruolo e che peso ha il linguaggio non verbale?

Ogni elemento del linguaggio ha un peso considerevole: è incredibile come nell’attività di comunicazione pubblicitaria ogni dettaglio non sia lasciato al caso.

12) Ti senti di aggiungere altro riguardo il ruolo delle parole nella tua professione?
Vorrei lanciare questo messaggio: il marketing non deve essere confuso con la pubblicità e la comunicazione. Semmai, la pubblicità è una leva di cui il marketing si serve per perseguire gli obiettivi.

Grazie Silvia

5,0 / 5
Grazie per aver votato!

Pubblicato da Silvia Schenatti

Silvia Schenatti (Lecco, 1992) è cresciuta tra il lecchese e la Valmalenco. Consegue il diploma al Liceo socio-psico-pedagogico di Monticello Brianza e si laurea, con lode, in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, discutendo una tesi in diritto penale. Terminati il tirocinio e la pratica forense, nel 2021 ottiene il titolo di Avvocato. Da sempre amante della scrittura, “L’inferno dentro i suoi occhi” è la sua opera prima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.