ACQUISTO O REGALO?

1) Un mondo fra le pagine

In ogni valigia, qualsiasi viaggio che facciamo, c’è sempre posto per un libro. L’odore inconfondibile dell’inchiostro, il nostro segnalibro preferito, la dedica in prima pagina… ci riportano a casa, ovunque noi siamo.

Eppure, scorrendo le pagine, un mondo alieno si manifesta ai nostri occhi, diverso da quello quotidiano e persino vacanziero. Una realtà nuova, a chilometro e costo zero. In un attimo, ci sentiamo catapultati in sconosciute situazioni, indiscreti impiccioni delle più intime storie dei personaggi.

Perché acquistare un libro significa darci un’opportunità. Opportunità di conoscere, sentire, sperimentare e imparare. Un atto di fede, insomma. Ed è ancora più bello quando questa possibilità la doniamo al prossimo; è un po’ come mettergli in mano un biglietto aereo, per giunta molto più economico (!), per una meta tutta da scoprire.

Insomma, regalarci o regalare un libro può rivelarsi un’esperienza unica…

2) Lo scelgo io!

Ma, un libro, lo preferiamo acquistare di persona o apprezziamo di più che ci venga regalato?

Senza alcuna pretesa di scientificità, sui miei Social ho formulato tale domanda sotto forma di divertente sondaggio. I numeri raccolti provano una schiacciante propensione, quasi un plebiscito, per l’acquisto autonomo di un romanzo, saggio, ricettario e via discorrendo.

Il grafico mostra i risultati:

Alla luce di un risultato così sbilanciato a favore di un’opzione rispetto all’altra, una domanda mi affiora: il semplice preferire acquistare o ricevere un libro suggerisce qualcosa in più sulla nostra personalità? Che effetti ha sul nostro bagaglio culturale?

Azzardiamo qualche riflessione…

3) Fossilizzarsi o scoprire

Solitamente, chi acquista un libro per sé è più propenso, per natura, a standardizzarsi su uno o due generi, ovvero uno o due argomenti, che suscitano il suo interesse. Ciascuno di noi, ogni qualvolta si reca in libreria, quasi per istinto si dirige agli stessi scaffali su cui si snodano libri che trovano il suo interesse. Difficilmente, per nostra iniziativa, siamo portati a spaziare, preferendo, com’è umano, dedicare quei pochi momenti del nostro tempo libero a consultare qualcosa che ci piace. Così, finiamo per approfondire i soliti temi, diventandone magari anche esperti.

Diversamente, quando un libro ci viene regalato, normalmente scelto secondo i gusti di colui che ce lo dona, siamo costretti a prenderlo “a scatola chiusa”. Ciò ci obbliga ad allargare i nostri orizzonti, a uscire dalla nostra zona di comfort. Questo, a ben vedere, è forse il modo migliore e meno costoso per fare nuove esperienze, per scoprire, magari, nuovi interessi o semplicemente avere la conferma che un argomento o un genere letterario non è di nostro gradimento.

Che sia acquistato o regalato, ogni libro è sempre un’avventura da vivere!

4,8 / 5
Grazie per aver votato!

Pubblicato da Silvia Schenatti

Silvia Schenatti (Lecco, 1992) è cresciuta tra il lecchese e la Valmalenco. Consegue il diploma al Liceo socio-psico-pedagogico di Monticello Brianza e si laurea, con lode, in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, discutendo una tesi in diritto penale. Terminati il tirocinio e la pratica forense, nel 2021 ottiene il titolo di Avvocato. Da sempre amante della scrittura, “L’inferno dentro i suoi occhi” è la sua opera prima.

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